Enrico Stomeo, anima delle meteore: il Premio Martino Nicolini 2026 celebra una vita dedicata al cielo

Enrico Stomeo, anima delle meteore: il Premio Martino Nicolini 2026 celebra una vita dedicata al cielo

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Ci sono premi che non si limitano a riconoscere un risultato, ma raccontano una storia fatta di passione, visione e dedizione. Il Premio Martino Nicolini, assegnato durante il Meeting Corpi Minori UAI 2026, nasce proprio con questo spirito: celebrare la dedizione alla ricerca, la passione per la conoscenza e l’ingegno nell’astronomia. Un riconoscimento che guarda alla sostanza del lavoro scientifico, spesso costruito lontano dai riflettori, ma essenziale per la crescita dell’intera comunità.

Quest’anno il premio è stato conferito a Enrico Stomeo, una figura che, più di molte altre, incarna pienamente questi valori. Parlare di lui significa inevitabilmente parlare della storia della Sezione Meteore dell’UAI. Non è esagerato dire che ne sia stato — e continui ad essere — l’anima. Un punto di riferimento costante, capace di coniugare competenza scientifica, capacità organizzativa e una passione autentica che ha saputo trasmettere a generazioni di osservatori.

Il suo contributo allo sviluppo della scienza meteorica in Italia è stato determinante. Dalla costruzione e coordinamento delle reti osservative, all’analisi dei dati, fino alla produzione di risultati scientifici di rilievo anche internazionale, il lavoro di Enrico ha rappresentato una vera e propria spina dorsale per il settore. Un impegno portato avanti con continuità e rigore per decenni, contribuendo in modo sostanziale alla crescita qualitativa dell’intera comunità degli astrofili.

Non a caso, già nel 2024, gli era stato conferito il Premio “Ruggieri”, proprio per il fondamentale contributo pluridecennale dato all’UAI, in particolare nell’ambito della Sezione Meteore. Un riconoscimento che sottolineava sia il valore del coordinamento svolto, sia l’importanza dei risultati scientifici ottenuti.

Il Premio Martino Nicolini 2026 si inserisce quindi in un percorso coerente, ma aggiunge qualcosa di ulteriore: mette in luce non solo ciò che è stato fatto, ma anche ciò che rappresenta. Enrico non è soltanto un ricercatore o un coordinatore, ma un vero e proprio costruttore di comunità scientifica. Una figura capace di tenere insieme persone, idee e progetti, trasformando la passione individuale in un patrimonio condiviso.

La motivazione incisa sulla targa — “Archivio del cielo, cuore delle meteore” — coglie perfettamente questo aspetto. Perché dietro ogni dato raccolto, ogni archivio costruito, ogni osservazione validata, c’è una visione: quella di un cielo non solo osservato, ma compreso e tramandato.

Questo premio, quindi, non celebra solo un uomo, ma un modo di fare astronomia. Un modo fatto di dedizione silenziosa, di lavoro continuo e di una passione che non conosce tempo. E che, proprio per questo, continuerà a lasciare il segno anche negli anni a venire.

Mario Sandri

Sono nato nel 1978 e abito a Novella (TN). Ho conseguito la laurea in Astrofisica e professionalmente parlando sono un docente al Liceo Russell di Cles. Dal 2000 attività di didattica e di divulgazione nel campo dell’astronomia. Sono fondatore di Astronomia Valli del Noce e di Phoenix APS, vice-coordinatore dell'Italian Amateur Radio Astronomy e uno dei tre referenti di CieloBuio per la provincia di Trento, inoltre, sono membro dell'Unione Astrofili Italiani, dell'Associazione Italiana di Fisica, di Astronomers Without Border, dell'International Meteor Organization, dell'European Association for Astronomical Education. Se volete conoscermi un po' meglio visitate il mio sito.