Meteore di aprile 2026

Meteore di aprile 2026

Ad aprile il cielo meteorico non raggiunge i livelli spettacolari di agosto o dicembre, ma offre comunque un panorama ricco e scientificamente interessante, soprattutto per chi osserva con continuità – sia in visuale sia, come nel tuo caso, in radio. Il mese è dominato da una miriade di sciami minori, spesso diffusi e poco appariscenti, ma immersi in un contesto favorevole grazie alla fase lunare.

Nel 2026, infatti, la Luna piena cade l’8 aprile, penalizzando la prima parte del mese, mentre la Luna nuova il 15 aprile apre una finestra osservativa eccellente proprio nella seconda metà del mese, in coincidenza con il principale sciame: le Liridi. Questo rende il periodo tra il 16 e il 23 aprile particolarmente favorevole, con cieli bui ideali per osservazioni approfondite.

Il protagonista indiscusso è lo sciame delle Liridi (LYR), uno dei più antichi conosciuti, associato alla cometa Thatcher. Il suo ZHR tipico è di circa 15–20 meteore/ora, ma non sono rari aumenti improvvisi che possono sorprendere anche osservatori esperti. Le meteore sono veloci (circa 49 km/s) e spesso luminose, con scie persistenti. Il picco, attorno al 22 aprile, cade in condizioni quasi ideali nel 2026: la Luna è una sottile falce crescente e disturba poco, rendendo questo uno degli anni migliori per l’osservazione recente dello sciame.

Accanto alle Liridi troviamo uno sciame molto diverso ma affascinante: le pi-Puppidi (PPU). Il loro ZHR è altamente variabile, spesso inferiore a 10, ma con occasionali outburst che possono portare a un’attività più sostenuta. La caratteristica principale è la lentezza delle meteore, spesso accompagnate da bolidi spettacolari. Tuttavia, dall’Italia il radiante è molto basso sull’orizzonte sud, il che limita fortemente il numero di meteore osservabili. Anche qui, però, il periodo è favorevole dal punto di vista lunare, rendendo comunque interessante tentare l’osservazione nelle ore serali.

Il resto del mese è popolato da una serie di sciami minori, spesso con ZHR molto bassi (1–5 meteore/ora), ma che complessivamente contribuiscono a mantenere attivo il cielo. Tra questi spiccano le epsilon-Draconidi (EDR), con uno ZHR tipico di circa 2–3 meteore/ora. Non sono spettacolari, ma presentano un vantaggio importante: il radiante è alto nel cielo per gran parte della notte, rendendole particolarmente adatte sia all’osservazione visuale continuativa sia alle rilevazioni radio.

Simile è il discorso per le gamma-Draconidi (GAD), anch’esse con ZHR dell’ordine di poche unità, ma molto interessanti per la loro posizione favorevole e per la distribuzione temporale ampia durante il mese. Questi sciami “di fondo” sono fondamentali per studi statistici e per il monitoraggio continuo del flusso meteorico.

Un capitolo a parte meritano le Virginidi, in particolare le Northern e Southern gamma-Virginids (NGV e SGV) e le alpha-Virginids (AVB). Non si tratta di sciami singoli ben definiti, ma di un complesso diffuso di correnti meteoriche con ZHR molto bassi, tipicamente tra 1 e 3, ma persistenti per settimane. Il loro interesse è soprattutto scientifico: rappresentano un fondo meteorico continuo che, se ben studiato, può rivelare strutture complesse nel flusso di particelle interplanetarie.

Molto interessanti, soprattutto per osservazioni radio, sono poi i vari sciami con radiante nel Cigno, come le beta-Cygnids (BCY) e le zeta-Cygnids (ZCY/AZC). Anche qui parliamo di ZHR bassi, generalmente inferiori a 3, ma la posizione del radiante – alta nel cielo e favorevole rispetto ai principali radar meteorici europei – li rende particolarmente rilevabili con tecniche radio. In pratica, pur essendo poco evidenti visualmente, possono produrre un numero significativo di echi radio.

Infine, sciami come le kappa-Serpentidi (KSE) completano il quadro. Anche in questo caso lo ZHR è molto modesto (1–2 meteore/ora), ma la loro presenza contribuisce a un cielo dinamico, dove l’osservatore attento può distinguere diverse correnti nel corso della notte.

Nel complesso, aprile si presenta come un mese meno spettacolare ma estremamente ricco dal punto di vista osservativo e scientifico. La combinazione tra una fase lunare favorevole nella seconda metà del mese e la presenza di numerosi sciami minori rende questo periodo ideale per campagne osservative strutturate. Le Liridi rappresentano il momento clou, ma è proprio il “rumore di fondo” degli sciami secondari a offrire le opportunità più interessanti per chi vuole andare oltre la semplice osservazione occasionale e contribuire a studi più approfonditi del fenomeno meteorico.

Mario Sandri

Sono nato nel 1978 e abito a Novella (TN). Ho conseguito la laurea in Astrofisica e professionalmente parlando sono un docente al Liceo Russell di Cles. Dal 2000 attività di didattica e di divulgazione nel campo dell’astronomia. Sono fondatore di Astronomia Valli del Noce e di Phoenix APS, vice-coordinatore dell'Italian Amateur Radio Astronomy e uno dei tre referenti di CieloBuio per la provincia di Trento, inoltre, sono membro dell'Unione Astrofili Italiani, dell'Associazione Italiana di Fisica, di Astronomers Without Border, dell'International Meteor Organization, dell'European Association for Astronomical Education. Se volete conoscermi un po' meglio visitate il mio sito.