Giugno è tradizionalmente un mese meno ricco di grandi sciami meteorici visuali rispetto ad altri periodi dell’anno, ma nasconde comunque diversi eventi interessanti, soprattutto per chi si dedica alle osservazioni radio e video. Il cielo estivo, con notti brevi ma spesso serene, permette infatti di seguire una serie di correnti meteoriche minori che possono offrire dati preziosi sia dal punto di vista scientifico sia osservativo.
Le condizioni lunari del 2026 saranno piuttosto favorevoli per gran parte del mese. L’ultimo quarto cadrà l’8 giugno, la Luna nuova il 15 giugno e il primo quarto il 21 giugno. Questo significa che la prima metà del mese sarà penalizzata solo parzialmente dalla luce lunare, mentre il periodo centrale offrirà cieli decisamente più bui. La Luna piena arriverà soltanto il 30 giugno, andando quindi a disturbare principalmente le ultime notti del mese.
Lo sciame più importante di giugno resta senza dubbio quello delle Daytime Arietids (ARI), il principale sciame meteorico radio del mese e uno dei più intensi dell’intero anno. Il massimo è previsto attorno al 7 giugno, proprio in prossimità dell’ultimo quarto di Luna. Dal punto di vista visuale lo sciame è quasi inosservabile, poiché il radiante sorge poco prima del Sole, ma in radio le Arietidi mostrano una fortissima attività, con ZHR teorici che possono raggiungere valori attorno a 50 meteore orarie equivalenti. Per le stazioni radio meteoriche rappresentano quindi uno degli appuntamenti più importanti dell’anno.
Associate alle Arietidi troviamo le Daytime zeta-Perseids (ZPE), attive negli stessi giorni e anch’esse osservabili quasi esclusivamente tramite tecniche radio. Lo sciame presenta attività inferiore rispetto alle Arietidi, con ZHR generalmente compresi tra 10 e 20, ma contribuisce in modo significativo all’incremento complessivo degli echi meteorici registrati durante la prima decade di giugno.
Sempre interessante dal punto di vista radio è l’attività delle mu-Aquariids (MUA), sciame diffuso e relativamente esteso temporalmente, che può produrre una modesta ma continua attività meteorica. Pur non raggiungendo elevati tassi orari, lo sciame rappresenta una buona sorgente di eventi soprattutto nelle ore che precedono l’alba.
Tra gli sciami visuali, le più attese sono probabilmente le June Bootids (JBO). Normalmente si tratta di uno sciame piuttosto debole, con ZHR spesso inferiori a 5, ma la sua fama deriva dalla capacità di produrre improvvisi outburst, come avvenuto nel 1998 e nel 2004. Il massimo è previsto attorno al 27 giugno, purtroppo in prossimità della Luna piena del 30 giugno, che potrebbe disturbare in maniera significativa le osservazioni visuali. Nonostante questo, lo sciame merita sempre attenzione proprio per la sua imprevedibilità.
Molto interesse continua inoltre a circondare le tau-Herculids (TAH), divenute celebri dopo il possibile outburst del 2022 legato ai frammenti della cometa 73P/Schwassmann-Wachmann 3. Anche se per il 2026 non sono attese particolari intensificazioni, lo sciame rimane sotto osservazione da parte delle reti internazionali. L’attività prevista resta modesta, con ZHR generalmente bassi, ma il monitoraggio continua ad avere una notevole importanza scientifica.
Nel corso del mese risultano attive anche le June Lyrids (JLY), uno sciame minore ma ben definito, osservabile soprattutto nella seconda metà della notte. Lo ZHR resta contenuto, generalmente attorno a 5, ma il radiante favorevole per le latitudini europee rende lo sciame interessante soprattutto per reti video automatizzate.
Il complesso delle June Sagittariids (SGI) accompagna buona parte del mese con attività diffusa e spesso difficile da separare da altre correnti meteoriche estive provenienti dalla regione del Sagittario. Nonostante l’assenza di un picco particolarmente marcato, il numero di meteore osservabili può risultare interessante sotto cieli bui, specialmente attorno alla Luna nuova del 15 giugno.
Tra gli sciami minori meritano una citazione anche le Northern omega-Scorpiids (NSC) e le alpha-Draconids (ADR). Entrambi mostrano attività piuttosto modesta, con ZHR di poche unità orarie, ma risultano utili per il monitoraggio scientifico e per le reti video e radio che lavorano sulla caratterizzazione degli sciami secondari.
Infine, le Scutids (SCU) completano il panorama meteorico del mese con una debole ma continua attività. Pur trattandosi di uno sciame minore, il radiante ben posizionato per le osservazioni dalle nostre latitudini lo rende interessante soprattutto nelle ore centrali della notte.
Nel complesso giugno 2026 offrirà quindi condizioni particolarmente favorevoli per le osservazioni meteoriche, soprattutto nella parte centrale del mese grazie all’assenza del disturbo lunare. Gli appassionati di radio meteore potranno concentrarsi soprattutto sulle Arietidi diurne e sulle zeta-Perseidi, mentre chi pratica osservazioni visuali e video potrà dedicare attenzione alle June Bootids e agli altri sciami minori estivi, contribuendo così alla raccolta di dati utili per comprendere meglio l’evoluzione delle correnti meteoriche del Sistema Solare.
