Meteore di maggio 2026

Meteore di maggio 2026

Il mese di maggio rappresenta una fase di transizione per l’attività meteorica annuale: dal punto di vista visuale domina un solo sciame di rilievo, mentre dal lato radio il cielo è attraversato da numerose correnti, anche molto attive ma invisibili a occhio nudo. In questo contesto, le condizioni osservative del 2026 risultano particolarmente articolate a causa della distribuzione delle fasi lunari, che incidono in modo diretto sulla visibilità delle meteore più deboli.

Il ruolo centrale spetta alle eta-Aquariidi (ETA), lo sciame associato alla cometa di Halley, che raggiunge il massimo nei primi giorni del mese. In condizioni ideali il loro ZHR può arrivare a circa 50, ma alle latitudini italiane è più realistico attendersi valori compresi tra 20 e 30 meteore orarie, con eventi molto rapidi e spesso caratterizzati da scie persistenti. Nel 2026, tuttavia, il massimo cade in una fase fortemente penalizzata dalla luce lunare: la Luna piena del 1° maggio illumina il cielo proprio nei giorni immediatamente precedenti e successivi al picco, rendendo difficoltosa l’osservazione e riducendo drasticamente il numero di meteore visibili, in particolare quelle di debole luminosità. Solo nelle brevi finestre prima dell’alba, con la Luna ormai bassa sull’orizzonte, sarà possibile tentare osservazioni più efficaci, anche se inevitabilmente limitate rispetto al potenziale dello sciame.

Superata questa fase iniziale, le condizioni migliorano progressivamente. Con l’avvicinarsi dell’Ultimo Quarto del 9 maggio, la Luna sorge sempre più tardi nella notte, lasciando alcune ore iniziali favorevoli all’osservazione. È proprio in questo periodo che entrano in gioco numerosi sciami secondari, come le eta-Liridi (ELY), le beta-Aquariidi (BAQ) e le correnti legate alla regione di Ofiuco, tra cui epsilon-Ophiuchidi (EPO) e tau-Ophiuchidi (TOP). Si tratta di sciami deboli, con ZHR generalmente inferiori a 5, ma comunque ben definiti e utili per studi statistici o per il monitoraggio dell’attività meteorica di fondo. In condizioni di cielo sufficientemente buio, possono contribuire con qualche evento sporadico, soprattutto nelle ore centrali della notte.

Il momento migliore per le osservazioni visuali si colloca attorno alla Luna nuova del 16 maggio, quando il cielo torna completamente privo di disturbo lunare. Sebbene in questa fase non siano presenti sciami con ZHR elevati, l’assenza della Luna consente di spingersi verso meteore più deboli, aumentando la probabilità di rilevare sia membri degli sciami minori sia meteore sporadiche. Questo periodo è particolarmente indicato per osservazioni sistematiche e per chi desidera contribuire a campagne di monitoraggio, dove anche un’attività modesta può assumere valore scientifico.

Nella seconda metà del mese, con il Primo Quarto del 23 maggio, la Luna torna a essere presente nella prima parte della notte, lasciando però libere le ore successive, che restano favorevoli all’osservazione. Gli sciami attivi in questa fase mantengono ZHR bassi, ma distribuiti su un numero elevato di correnti, contribuendo a una continua, seppur debole, attività meteorica.

A chiudere il mese è la Luna piena del 31 maggio, che riporta condizioni sfavorevoli, analoghe a quelle di inizio mese, limitando nuovamente la visibilità delle meteore meno luminose. Tuttavia, questa apparente povertà osservativa riguarda solo il dominio visuale. Dal punto di vista radio, infatti, maggio è uno dei mesi più interessanti dell’anno.

Numerosi sciami attivi in questo periodo appartengono alla categoria dei daytime showers, tra cui le omega-Cetidi (OCE e NOC) e le May Arietids (SMA e NMA). Queste correnti, non osservabili a occhio nudo, mostrano un’elevata attività nei dati radar e rappresentano una componente fondamentale del flusso meteorico mensile. Per esse non si parla di ZHR in senso classico, ma la frequenza degli echi radio può essere molto elevata e continua, rendendole ideali per campagne di osservazione automatica. In questo ambito, la presenza della Luna è del tutto irrilevante, e anzi maggio diventa un periodo privilegiato proprio quando le osservazioni visuali sono penalizzate.

Nel complesso, maggio 2026 si presenta come un mese fortemente condizionato dalla Luna per quanto riguarda l’osservazione visuale, con un picco importante – quello delle eta-Aquariidi – purtroppo immerso nella luce della Luna piena. Allo stesso tempo, però, offre un panorama estremamente ricco per le osservazioni radio, confermando come lo studio delle meteore richieda un approccio integrato, capace di andare oltre ciò che è semplicemente visibile nel cielo notturno.

Mario Sandri

Sono nato nel 1978 e abito a Novella (TN). Ho conseguito la laurea in Astrofisica e professionalmente parlando sono un docente al Liceo Russell di Cles. Dal 2000 attività di didattica e di divulgazione nel campo dell’astronomia. Sono fondatore di Astronomia Valli del Noce e di Phoenix APS, vice-coordinatore dell'Italian Amateur Radio Astronomy e uno dei tre referenti di CieloBuio per la provincia di Trento, inoltre, sono membro dell'Unione Astrofili Italiani, dell'Associazione Italiana di Fisica, di Astronomers Without Border, dell'International Meteor Organization, dell'European Association for Astronomical Education. Se volete conoscermi un po' meglio visitate il mio sito.