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Meteore di novembre 2025

Novembre è tradizionalmente uno dei mesi più ricchi per l’osservazione degli sciami meteorici, grazie alla presenza di numerose correnti di detriti cometari che la Terra attraversa nel suo percorso annuale. Quest’anno le condizioni osservative saranno influenzate dalle fasi lunari: la Luna piena il 5 novembre e il Luna nuova il 20 novembre determinano due metà del mese molto diverse. Nella prima parte, la forte luminosità lunare ostacolerà la visione delle meteore più deboli, mentre nella seconda metà – e in particolare intorno al massimo delle Leonidi – il cielo tornerà finalmente buio, favorendo un’osservazione ottimale.

All’inizio del mese si osservano le Tauridi, una complessa famiglia di sciami derivanti dalla cometa 2P/Encke e da altri frammenti asteroidali che condividono orbite simili. Le Sudiche Tauridi raggiungono il massimo intorno al 5–6 novembre, seguite dalle Nordiche Tauridi circa una settimana più tardi, l’11–12 novembre. Entrambi gli sciami presentano meteore lente, con velocità geocentriche di circa 27 km/s, ma spesso molto brillanti e talvolta con veri e propri bolidi. Sebbene lo ZHR (tasso orario zenitale) non superi generalmente il valore 10, la spettacolarità di questi eventi ne fa uno dei più amati dagli osservatori. A loro si aggiungono altri sciami minori appartenenti alla medesima famiglia, come le chi-Tauridi, che contribuiscono a rendere il cielo di inizio novembre particolarmente animato.

Verso la metà del mese, mentre la Luna si avvia verso l’ultimo quarto, diventano più interessanti alcuni sciami meno noti ma scientificamente rilevanti, come le kappa-Orionidi, con un massimo tra il 13 e il 14 novembre, e le Andromedidi, attive tra il 25 e il 28. Queste ultime sono un residuo della disgregata cometa 3D/Biela, e in passato hanno dato origine a vere e proprie piogge meteoriche; oggi il loro ZHR medio è basso (intorno a 3–5), ma rimangono un obiettivo di studio per la loro storia dinamica complessa.

Il grande protagonista del mese resta però lo sciame delle Leonidi, legate alla cometa 55P/Tempel–Tuttle. Il massimo è atteso nella notte tra il 17 e il 18 novembre, in condizioni quest’anno eccellenti grazie alla Luna nuova del 20: il chiarore lunare sarà minimo e il cielo perfettamente buio nelle ore cruciali. Le Leonidi sono tra gli sciami più celebri e affascinanti: la loro velocità geocentrica, di circa 71 km/s, le rende tra le meteore più rapide in assoluto, capaci di lasciare lunghe e persistenti scie. Lo ZHR medio si aggira sui 15–20 meteore l’ora, ma le Leonidi sono famose per i loro outburst periodici, con vere e proprie tempeste meteoriche documentate nel 1799, 1833, 1866, 1966 e 1999, quando il tasso di meteore ha raggiunto valori di centinaia o persino migliaia l’ora. Questi eventi si verificano quando la Terra attraversa direttamente i densi filamenti di polveri lasciati dal passaggio della cometa madre, che completa la propria orbita in circa 33 anni. Anche se nel 2025 non è previsto alcun outburst eccezionale, la possibilità di assistere a qualche incremento locale dell’attività resta sempre aperta, e vale la pena dedicare alle Leonidi una notte intera di osservazione.

Nelle ultime settimane del mese, con la Luna ormai in fase crescente ma ancora discreta nelle prime ore serali, si potranno seguire altri sciami minori come le November Orionidi e le November i-Draconidi, entrambi attivi tra il 25 e il 28 novembre. Il loro contributo in termini di ZHR è modesto (2–4 meteore l’ora), ma la varietà delle direzioni radiantizie e la sovrapposizione di flussi rendono il cielo di fine mese interessante anche per chi pratica l’osservazione strumentale o la registrazione radio.

Nel complesso, il mese di novembre offrirà agli appassionati di meteore una sequenza di appuntamenti distribuiti lungo tutto il periodo, culminando nella notte delle Leonidi, che quest’anno potranno essere seguite in condizioni di buio quasi perfetto. Dalle lente e scintillanti Tauridi ai lampi rapidissimi delle Leonidi, novembre regalerà ancora una volta un’ampia gamma di emozioni e di opportunità osservative, sia per chi osserva a occhio nudo sia per chi contribuisce alla ricerca con strumenti video e radar.

Mario Sandri

Sono nato nel 1978 e abito a Novella (TN). Ho conseguito la laurea in Astrofisica e professionalmente parlando sono un docente al Liceo Russell di Cles. Dal 2000 attività di didattica e di divulgazione nel campo dell’astronomia. Sono fondatore di Astronomia Valli del Noce e di Phoenix APS, vice-coordinatore dell'Italian Amateur Radio Astronomy e uno dei tre referenti di CieloBuio per la provincia di Trento, inoltre, sono membro dell'Unione Astrofili Italiani, dell'Associazione Italiana di Fisica, di Astronomers Without Border, dell'International Meteor Organization, dell'European Association for Astronomical Education. Se volete conoscermi un po' meglio visitate il mio sito.