Nel pomeriggio del 30 maggio 2026 migliaia di persone negli Stati Uniti nord-orientali sono state sorprese da un forte boato accompagnato da vibrazioni avvertite all’interno delle abitazioni. Le segnalazioni, inizialmente attribuite da alcuni cittadini a un terremoto o a un’esplosione, provenivano da un’ampia area compresa tra il Massachusetts, il New Hampshire e gli stati vicini.
La causa del fenomeno è stata rapidamente identificata dagli esperti: un brillante bolide che ha attraversato l’atmosfera terrestre in pieno giorno prima di disintegrarsi ad alta quota. Secondo le informazioni diffuse dalla NASA, l’oggetto viaggiava a circa 120.000 km/h (75.000 miglia orarie) e si è frammentato a un’altitudine di circa 64 km sopra il nord-est del Massachusetts e il sud-est del New Hampshire. L’energia liberata durante la frammentazione è stata stimata equivalente a circa 300 tonnellate di TNT.
L’evento è stato osservato da numerosi testimoni in pieno giorno, una circostanza relativamente rara. Diversi osservatori hanno descritto una brillante scia luminosa ben visibile nonostante la forte illuminazione del cielo diurno. Le segnalazioni raccolte dall’American Meteor Society si sono estese dal Delaware fino al Canada orientale, dimostrando quanto fosse energetico il fenomeno.
Particolarmente impressionante è stato il boato successivo alla comparsa del bolide. Molti residenti hanno riferito di aver sentito un forte “double boom”, accompagnato dal tremolio di finestre e abitazioni. Il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha escluso rapidamente qualsiasi attività sismica, confermando che si trattava dell’onda d’urto prodotta dalla disintegrazione dell’oggetto nell’atmosfera.
Fenomeni di questo tipo prendono il nome di airburst, ossia esplosioni atmosferiche causate dalla rapida frammentazione di un meteoroide sottoposto a enormi sollecitazioni aerodinamiche. Quando un corpo proveniente dallo spazio entra negli strati più densi dell’atmosfera a velocità elevatissime, la pressione dell’aria può diventare sufficiente a frantumarlo improvvisamente, liberando in pochi istanti una notevole quantità di energia sotto forma di luce, calore e onde d’urto.
Le analisi preliminari suggeriscono che il meteoroide avesse dimensioni dell’ordine di circa un metro. Sebbene non si escluda completamente la sopravvivenza di piccoli frammenti, gli esperti ritengono probabile che eventuali meteoriti siano caduti nell’oceano al largo della costa del Massachusetts, rendendone estremamente difficile il recupero.
L’evento non era associato ad alcuno sciame meteorico attivo e non si trattava del rientro di un satellite o di detriti spaziali artificiali. La NASA ha infatti confermato che l’oggetto era di origine naturale.
Nonostante la spettacolarità del fenomeno, episodi simili non sono eccezionali su scala planetaria. Ogni giorno decine di tonnellate di materiale extraterrestre entrano nell’atmosfera terrestre; la maggior parte si presenta sotto forma di minuscoli granelli che si consumano completamente. Più raramente arrivano oggetti sufficientemente grandi da produrre luminosissimi bolidi e, in alcuni casi, forti esplosioni atmosferiche come quella osservata sopra il New England. La particolarità di questo evento risiede soprattutto nella sua visibilità diurna e nell’intensità dell’onda sonora generata, che ha attirato l’attenzione di milioni di persone.
Per gli studiosi delle meteore, episodi di questo tipo rappresentano un’importante opportunità scientifica. Le testimonianze visive, i filmati delle telecamere di sorveglianza, le osservazioni satellitari e i dati raccolti dalle reti di monitoraggio consentiranno infatti di ricostruire con maggiore precisione la traiettoria e le caratteristiche fisiche dell’oggetto che ha illuminato e fatto tremare i cieli del New England.
