L’ESA ha diffuso in questi giorni una spettacolare sequenza realizzata direttamente dall’orbita terrestre: una meteora dello sciame delle Liridi ripresa dalla Stazione Spaziale Internazionale mentre attraversa l’atmosfera terrestre. L’immagine, tanto suggestiva quanto rara, mostra ancora una volta quanto il fenomeno delle meteore possa apparire diverso se osservato non dal suolo, ma dallo spazio.
La protagonista della ripresa è l’astronauta ESA Sophie Adenot, che aveva predisposto una fotocamera automatica capace di acquisire migliaia di immagini nel tentativo di catturare uno dei fenomeni più fugaci del cielo notturno: una “stella cadente”. L’esperimento ha avuto successo e ha permesso di immortalare ben due meteore, successivamente assemblate in un time-lapse che mostra la Terra notturna vista dall’orbita bassa terrestre.
Le meteore appartenevano allo sciame delle Liridi, uno dei più antichi sciami meteorici conosciuti, osservato da oltre 2700 anni. Questo sciame è generato dai detriti lasciati dalla cometa C/1861 G1 (Thatcher), un corpo con un periodo orbitale di circa 420 anni. Ogni aprile la Terra attraversa questa corrente di particelle, che entrando in atmosfera a circa 47 km/s si incendiano creando le luminose scie meteoriche che osserviamo dal suolo.
Osservare una meteora dall’orbita offre però una prospettiva completamente diversa. Dalla ISS il fenomeno appare quasi tangente al bordo atmosferico terrestre: una sottile scia luminosa che si sviluppa sopra il delicato arco rossastro dell’airglow, il tenue bagliore naturale dell’atmosfera terrestre. Le immagini permettono anche di apprezzare quanto sia sottile lo strato atmosferico che protegge il nostro pianeta dai piccoli detriti cosmici.
Le Liridi del 2026 hanno regalato condizioni particolarmente favorevoli agli osservatori, grazie a una Luna poco disturbante durante il massimo del 22 aprile. In condizioni ideali lo sciame ha mostrato un’attività di circa 15–20 meteore all’ora, con la possibilità di occasionali bolidi particolarmente luminosi.
L’immagine pubblicata dall’ESA non è soltanto spettacolare dal punto di vista estetico: rappresenta anche un’importante testimonianza di come l’osservazione delle meteore possa essere studiata da prospettive differenti, integrando osservazioni da Terra, reti video automatiche e perfino osservazioni effettuate direttamente dallo spazio.
L’immagine originale e il time-lapse sono disponibili sul sito dell’ESA:
ESA – A Lyrid meteor from orbit

