UNIONE ASTROFILI ITALIANI
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Il bolide del 30 maggio 2017 sopra il NE Italia

The fireball of 30 May 2017 over NE Italy



[ 02 giugno 2017 ]
Il bolide del 30 maggio 2017
E.Stomeo, M.Eltri

Martedì 30 maggio 2017 alle 23h09m22s è entrato in atmosfera sui cieli dell'Italia settentrionale un grosso meteoroide che ha causato un brillantissimo bolide. La meteora è stata riportata da quasi tutte le regioni del nord Italia e anche dalle zone confinanti a nordest.
Il meteoroide, entrato in atmosfera con una velocità molto bassa e con una traiettoria all'incirca da sud a nord, ha mostrato una sequenza di esplosioni alcune delle quali di luminosità prossima a quella della Luna Piena, se non superiore.

Figura 1 - Immagine della parte iniziale del bolide ripresa dalla stazione video JENNI dell'IMG-UAIsm di Faenza, RA (44.28°N 11.89°E) - © Francesca Cineglosso

Figura 2 - Immagine della parte iniziale del bolide ripresa dalla stazione video MARIO dell'IMG-UAIsm di Faenza, RA (44.28°N 11.89°E) - © Mario Bombardini
Secondo i testimoni visuali più vicini all'evento, la brillante meteora ha illuminato buona parte del cielo, proiettando ombre al suolo, e ha lasciato dietro di sè una lunga scia persistente.
Il volo è stato visibile per parecchi secondi, mentre la meteora mostrava via via un cambiamento della colorazione dal verde all'arancione. Alcuni dall'Emilia Romagna e Veneto hanno riportato rumori simili a boati.
Il bolide è apparso di prima sera giusto al termine del crepuscolo astronomico, questo spiega il buon numero di testimonianze visuali, molte apparse subito dopo in internet.
Fortunatamente alcune delle stazioni della nostra rete di sorveglianza video della IMG-UAIsm hanno filmato il bolide. Dalle misure posizionali è stato possibile trarre le prime misure astrometriche e arrivare a ipotizzare quale sia stata la reale traiettoria atmosferica del corpo.
Dalle due stazioni di Faenza [Figure 1-2], gestite da Mario Bombardini e Francesca Cineglosso, è stata ripresa la parte iniziale del percorso del bolide, mentre la stazione di Venezia Lido [Figura 3], gestita da Maurizio Eltri, ha filmato la parte terminale precedente all'esplosione finale del meteoroide.
Utili indicazioni posizionali sono risultate anche da alcune testimonianze visuali di astrofili.

Figura 3 - Immagine animata della parte finale del bolide ripresa dalla stazione video MET38 dell'IMG-UAIsm di Venezia Lido, VE (45.41°N 12.37°E) - © Maurizio Eltri
Dai dati disponibili è verosimile che il meteoroide sia entrato in atmosfera con una velocità alquanto lenta e che la meteora si sia resa visibile a un'altezza di circa 99 km sui cieli poco a sud della città di Faenza (44.20°N 11.82°E) e si sia spenta a circa 22 km di altezza sui cieli del Veneto meridionale tra le città di Rovigo e Chioggia (45.09°N 12.04°E).
La meteora sarebbe risultata provenire con un azimut medio di 190°, ovvero con una direzione all'incirca sud > nord da un radiante eclitticale nella costellazione della Vergine. Dai dati risulta pure evidente la curvatura del lungo percorso atmosferico dovuto alla forza gravitazionale.

Figura 4 - Proiezione al suolo della traiettoria atmosferica del bolide © IMG-UAIsm

Figura 5 - Geometria del percorso atmosferico del bolide vista da sud est. © IMG-UAIsm

La mappa in Figura 4 mostra la proiezione al suolo della traiettoria atmosferica del bolide. L' immagine in Figura 5 mostra invece la geometria del percorso atmosferico come visto da sudest e le visuali di ripresa delle singole stazioni.
Date le numerose esplosioni che il bolide ha subìto soprattutto nell'ultima parte del suo percorso (ben visibili in Figura 3), l'area di dispersione delle eventuali meteoriti, probabilmente situata nel Veneto meridionale, potrebbe essere alquanto estesa, dai dintorni di Berra, FE (44.97°N 12.01°E) fino a poco oltre Adria, RO (45.09°N 12.04°E).

Un'ultima considerazione: il meteoroide, se non si fosse disgregato nell'atmosfera e la sua massa fosse stata ben più grande, si sarebbe impattato nell'area metropolitana di Venezia in prossimità di Mira, VE (45.43°N 12.13°E).
Queste risultanze sono preliminari e soggette ovviamente a perfezionarsi nel caso in cui dovessero intervenire altri dati osservativi utili.



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