UNIONE ASTROFILI ITALIANI -- SEZIONE METEORE (UAI-sm)




 

Enrico Stomeo

Leonide brillante ripresa da  George Varros (USA) il 18 novembre 2001 Le Leonidi nel 2002
Leonide brillante ripresa da
© George Varros (USA)
il 18 novembre 2001


Come e' noto il numero delle Leonidi diventa consistente negli anni in cui la cometa, che le origina, la Tempel-Tuttle, passa al perielio.
La distanza tra la corrente meteorica e l'orbita terrestre varia nel tempo in maniera fluttuante, a causa delle perturbazioni planetarie e, se diviene sufficientemente piccola, allora l'apparizione puo' risultare ragguardevole, se non addirittura spettacolare, con una tempesta di stelle cadenti.

Ai primi di febbraio 1998 la cometa Tempel-Tuttle e' passata ancora una volta dopo oltre 33 anni al perielio, ma in questi ultimi anni (dal 1998-2002), essendo la nostra distanza dal nodo cometario maggiore che nel passato quando si verificarono le tempeste piu' famose, le apparizioni sono state piu' contenute, anche se pur sempre spettacolari.

Il prossimo incontro con le Leonidi di meta' novembre sara' sicuramente l'ultimo di questa apparizione di inizio millennio con carattere di spettacolarita'. Dovremo aspettare il 2029-2033 per rivederle di nuovo aumentare di numero, quando la cometa tornera' ancora verso il Sole.

Le presenti Leonidi hanno dato un apporto grandissimo allo studio degli sciami meteorici. Le nuove teorie e i nuovi modelli interpretativi hanno delineato che la struttura dello sciame non e' un'unica entita', ma un insieme di tante singole componenti, risultanti da materiale rilasciato ad ogni passaggio della cometa.
Dato che questa, a causa delle perturbazioni planetarie, non segue ogni volta esattamente la stessa traiettoria, il materiale si va a sovrapporre di volta in volta con uno sfasamento rispetto a quello piu' vecchio, formando varie scie di residui, e allontanandosi dalla cometa con differenti velocita' in base alla sua consistenza.
La Terra percio' al suo passare vicino all'orbita cometaria si trova ad entrare in momenti differenti nelle varie parti piu' o meno dense di materiale meteorico e non sempre le incontra tutte.
L'osservatore vede rispetto al background delle impennate proprio in corrispondenza delle scie piu' dense incontrate.

Nella notte 17/18 novembre ci sara´ la possibilita´ di assistere alla normale attivita´ dello sciame in prossimita´ del nodo di incontro tra l´orbita terrestre e l´orbita della cometa.
Purtroppo la Terra giungera' al nodo orbitale verso le 22h TU, cioe' quando da noi in Italia il radiante sara' ancora parecchio sotto l'orizzonte (saranno favoriti i siti asiatici), e pertanto non potra' apparire alcuna Leonide nei nostri cieli.
Dato che la Terra passera' a 0.006 UA dal nodo, ma pur sempre 1718 giorni dopo il passaggio della cometa, si puo' prevedere solo un apprezzabile aumento del numero delle meteore per parecchie ore.
L'incontro tra la Terra e l'orbita cometaria si verifichera' in una regione di spazio fuori dell'orbita e dietro la cometa, all'incirca nel mezzo di dove sono avvenuti gli incontri del 1903 (in cui ci fu uno zhr di 170-250 Leonidi/hr) circa 1591 giorni dopo la cometa, e del 1969 (zhr 120-140) circa 1657 giorni dopo la cometa.
Le previsioni per il 2002 indicano tassi orari corretti (zhr) di 80-100 Leonidi nel momento di maggiore attivita'.
Cio' significa che dopo le 23h TU vedremo il numero delle Leonidi ridotto di circa 5 volte, dato che il radiante non sara' allo zenit ma appena emerso dall'orizzonte, e ridotto di circa 2 volte dal chiarore della Luna, prossima alla sua fase di massima illuminazione. Quest'ultima riduzione dipendera' comunque ovviamente dalla luminosita' delle meteore, e nelle ultime ore della notte diverra' ininfluente in rapporto al calare della Luna sull'orizzonte.

Successivamente il 19 novembre la Terra avra´ la fortuna di incontrare molto da vicino due scie di detriti meteorici, rilasciati dalla cometa in due suoi passati ritorni, quello del 1767 e quello del 1866.
Nel nostro paese avremo la fortuna di poter assistere al primo di questi due incontri, che avverra´ prima delle luci dell´alba (all'incirca alle 4h TU) del 19 novembre.
L'incontro con le particelle lasciate nel passaggio del 1866, accadra' invece quando da noi sara' ormai giorno e potra' essere testimoniato visualmente solo dal continente americano.
L'incertezza sui valori quantitativi dei meteoroidi, che formano le scie, ha prodotto varie previsioni: 3000-5000 e addirittura 7000 Leonidi/ora alle 4h TU, e 3000-7000 e addirittura 10000 meteore/ora alle 10h30m TU nel continente americano.
Queste cifre ci mostrano che l'evento del 19 non e' certo da perdere, anche se le circostanze saranno sfavorevoli per via della presenza della Luna.

 

Lyytinen
& al.

Jenniskens

McNaught-
Asher

Vaubaillon-
Colas

Langbroek

 

1767
(7 rev.)
Novembre 19
04h03m TU
zhr 3500
1,76h
Novembre 19
03h48m TU
zhr 5900
0,64h
Novembre 19
03h56m TU ±5m
zhr 810-2000
2,2h
Novembre 19
04h04m TU
zhr 3400 ±300
2,0h
Novembre 19
zhr 2000-5200
W Europa
N Africa
1799
(6 rev.)
  Novembre 19
04h50m TU
zhr 51
4,1h
      W Europa
Oc.Atlantico
1833
(5 rev.)
Novembre 19
06h36m TU
zhr 160
Novembre 19
05h59m TU
zhr 28
4,8h
      Oc.Atlantico
America
1866
(4 rev.)
Novembre 19
10h40m TU
zhr 2600
2,03h
Novembre 19
10h23m TU
zhr 5400
0,60h
Novembre 19
10h34m TU ±5m
zhr 2900-6000
1,18h
Novembre 19
10h47m TU
zhr 3000 ±300
3,0h
Novembre 19
zhr 2400-5700
N America

Sopra e' riportato il sommario delle previsioni piu' attendibili dei picchi di attivita' del 19 novembre. Nella prima colonna e' indicato l'anno del passaggio della cometa, a cui si riferisce la scia di detriti meteorici che la Terra incontrera', e nell'ultima colonna le zone terrestri favorite per l'osservazione.
Oltre alla frequenza oraria prevista (zhr) e' indicata la durata di mezzo massimo.

Nel grafico sopra e' mostrato il profilo dei due picchi principali della notte 18/19 novembre secondo Lyytinen, Jenniskens e McNaught-Asher.

Alle 4h TU ad ogni modo la Luna si trovera' per le nostre postazioni abbastanza bassa sull'orizzonte occidentale (poco piu' di 20 gradi di altezza) e sufficientemente lontana dal radiante (circa 100 gradi), da permettere una osservazione soddisfaciente, specie se le meteore saranno particolarmente brillanti (cosa che ci si attende dai residui cometari abbastanza vecchi).

Data la presenza del chiarore lunare, sara' bene che chi si rechera' ad osservare ricerchi una postazione lontana dall'inquinamento luminoso cittadino (e pure all'ombra del chiarore lunare) e in una zona priva di umidita' e smog, possibilmente sui monti, e scelga il centro del proprio campo di visione nelle zone di cielo meno rischiarate dalla Luna.
L'osservazione in caso di normalita' va compiuta secondo i canoni standard adottati dalla Sezione Meteore, annotando, oltre alla magnitudine limite visibile nel campo osservato, i dati caratteristici delle singole meteore (almeno l'ora e la magnitudine) e se queste sono o non sono Leonidi. Nel caso di un numero di Leonidi particolarmente alto, che non permetta di registrare con obiettivita' le singole meteore, si passera' a dei conteggi su una base temporale di 1 minuto, distinguendo soltanto tra Leonidi e non Leonidi e annotando la luminosita' delle meteore.
In tal caso diventa di estrema utilita' l'uso di un registratore vocale.

E' auspicabile che molti partecipino all'osservazione di queste Leonidi 2002 e che collaborino con la Sezione Meteore della UAI fattivamente.



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